Dal Vangelo di San Matteo: capitolo 27, versetto 45-54. “La Morte di Gesù”
“ Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: <<Elì, Elì, lemà sabactàni?>> che significa: <<DIO mio, DIO mio, perché mi hai abbandonato?>>. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: <<Costui chiama Elia >>. E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: << Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo !>> E Gesù, emesso un alto grido, spirò”.
“Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitavano. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella Città Santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da gran timore e dicevano: <<Davvero costui era Figlio di DIO !>>.
In questo breve Vangelo, sta racchiuso il punto cruciale e più importante di tutta la Sacra Scrittura, che purtroppo non è capito nel suo pieno significato. È il momento in cui l’umanità passa dalla morte alla vita, dalla vita terrena alla vita eterna. Non è una telecronaca che racconta un fatto, ma è un fatto reale, raccontato in metafora che riguarda la nostra spiritualità. Era la morte dovuta al peccato, che Gesù ci toglie e ci risorge a nuova vita.
Mentre noi facciamo coincidere la morte che viene descritta nelle Scritture, con la nostra morte fisica, o la fine del mondo inteso la distruzione dell’universo, o comunque della nostra galassia. Le Sacre Scritture si riferiscono invece alla nostra morte interiore, che viene rivendicata due mila anni fa, quel venerdì alle tre del pomeriggio quando: <<Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitavano>>. E tutto si compì il giorno di Pasqua con la Resurrezione di Gesù cristo.
Tutte le scritture, che danno l’inizio a tutte le forme di professione di fede, e le religioni, fanno tutte riferimento alla vita oltre la morte, che noi intendiamo morte fisica, mentre la si dovrebbe riferire alla morte del peccato di cui ne era intriso l’uomo, essendo stato tratto dalla materia. Pertanto doveva nella sua evoluzione passare da “uomo materia”, a “uomo spirito”, ma il tutto è narrato in metafora.
Pertanto facendo riferimenti a fatti realmente accaduti, sono descritti per metafore per parlarci dell’intimo dell’umano, dell’anima. Nessuna divinità o Dio unico, non ha mai spostato un filo d’erba, e pertanto non ha mai potuto nulla sull’uomo, ma il tutto si riferisce alla nostra spiritualità, tendente a formare in noi una coscienza, che poi ci fa agire nelle nostre esternazioni. Essendo la nostra vita alimentata e guidata dalla coscienza. Noi siamo abituati a ritenere coscienza solo chi si comporta in un modo rispettoso, ma la coscienza è tutto ciò che muove qualsiasi individuo.
È in questa rinascita che abbiamo acquisito lo Spirito Santo, che lavora dentro di noi perché si possa maturare alle azioni che coinvolgono il nostro agire. Purtroppo siamo figli di una cultura, che da almeno dieci mila anni, si fonda sulla contrapposizione degli uni contro gli altri. Tutte le Divinità che l’uomo abbia “creato” nella sua evoluzione, sono state “create” per contrapporsi ed avere supremazia sulle altre.
È inutile a questo punto che sia io a dirvi come poi nella storia ci abbia condizionato questa cultura. Ma se vogliamo cambiare, almeno quanti hanno come obbiettivo il migliorare, una prospettiva ad una vita migliore e più vissuta, credo che si debba passare da questa cultura della contrapposizione, alla cultura della condivisione.
Non è semplice come dirlo, ma se cercassimo di vedere le cose, come ci sono state tramandate dai nostri avi, e facciamo coincidere il vero ed unico cambiamento dell’uomo a due mila anni fa, in cui Gesù Cristo ha portato a termine ogni cosa, che coincide col il realizzarsi della fine del mondo, in cui l’uomo vecchio, uomo di materia in possesso del peccato, viene mondato ed elevato a Figlio, ed entra nella vita eterna, allora avremmo più possibilità di capire le scritture, e soprattutto noi stessi.
Per potere ereditare, è necessario, come ci dice San Paolo, che sia morto il Testatore, per questo Dio Padre si fa da parte, ed eleva tutti a Figli, allo stesso modo che lo è Gesù, che si è fatto uno di noi, perché noi fossimo come Lui, uomini di Spirito. Essendoci stato tolto il peccato ed entrati nella vita eterna, non abbiamo più bisogno che Dio ci guidi e conduca per mano. Ora tocca a noi trovare la strada, che se vogliamo seguire la più breve e sicura, dobbiamo seguire quanto indicato da Gesù, “Amatevi gli uni gli altri”.
Gesù Cristo, non fa altro che portarci alla consapevolezza, che siamo parte della natura, che siamo parte gli uni degli altri, e che non potremmo mai risolvere i nostri “casini”, se ci “creiamo” e ci affidiamo ad entità soprannaturali, o a Dio in alto nei cieli, quando Dio padre, Gesù Cristo e lo Spirito Santo è ormai da due mila anni, dentro ad ognuno di noi.
Tutto l’universo risponde alla legge universale, gli animali all’istinto animale, ma l’uomo risponde al soprannaturale, per poter evolvere, crescere e maturare. L’universo non ha il creatore che ne guida l’evoluzione, il mondo minerale, vegetale, ed animale, non ha il creatore che ne determini ogni cosa, ma vive dell’istinto di natura, praticamente sono schiavi della loro stessa natura.
Perché l’uomo, che è il solo in possesso di ragione ha bisogno di un Dio, che lo sottomette e ne determina ogni azione, come ne andiamo convinti e ci viene professato, e non fosse questa la condizione di quando l’uomo era ancora ancorato all’istinto animale, in questo aveva bisogno di Tutore. Io credo che l’uomo ha in sé, molto più dell’universo, del regno minerale, vegetale e animale, ma in quanto libero ha più facilità di sbagliare, per questo dobbiamo più attenzione ed abbiamo più responsabilità.
Per avere idea di quanto siamo fuori, ci sono molti che annunciano la fine del mondo nel 2012, e altri nel 2036, (potete verificarlo in internet cliccando “fine del mondo”), e questo da la misura di quanto siamo fuori di testa, seppure vi siano i nostri cultori che affermano e si ritengono esperti nel decifrare le Scritture dei nostri avi, mentre la fine del mondo come descritta dalle Sacre Scritture, e divulgata da tutte le professioni di fede, si è realizzata due mila anni fa, ma seppure sia scritto ognuno sorvola, la dove non si impegna con la propria testa ad usare il cervello.
Il peccato di cui è stato marchiato l’uomo non è il peccato come lo intendiamo, perché è stato marchiato in Adamo, primo uomo di materia appena creato e non ancora con la capacità al discernimento del bene e del male, non ancora in possesso della ragione, pertanto senza colpa, e ci è stato tolto dal primo Uomo di Spirito Gesù Cristo, senza che ne avessimo merito.
Allora possiamo darvi un’interpretazione diversa del Messaggio, che solo Gesù Cristo ha operato in tutti gli uomini, e non solo per quelli che si riconoscono seguaci, o sotto una sola bandiera. Allora c’è speranza ad un cambiamento, ad un miglioramento e divenirne responsabili della nostra esistenza. Se fossimo in grado di acquisire che Gesù ha portato a termine ogni cosa, e che tutto è compiuto, nello stesso momento della morte e resurrezione di Gesù, allora ci si aprirebbe alla comprensione tutte le scritture come effettivamente un Libro aperto.
Non è mai esistito una entità soprannaturale, né un Dio che abbia condizionato o sottomesso l’uomo al Suo volere, se non l’uomo che si sottomette alla propria ragione, per sfuggire alle proprie responsabilità. Perché è molto più facile e comodo demandare i nostri problemi ad un Dio, a Dèi o entità soprannaturali, che impegnarsi per crescere. Certamente siamo liberi di fare ciò che vogliamo, nessun Dio ci può fermare, se non l’uomo che deve darsi delle regole per non estinguersi.
Ma allora non piangiamoci addosso, abbiamo almeno il coraggio di considerarci codardi, incoerenti, non responsabili, non imprechiamo verso un Dio che abbiamo creato noi, in quanto del Dio Vero, nessuno può averne sentore e farsene idea. Il tentativo dell’uomo di capire il Dio Vero, è quello che attraverso l’evoluzione lo ha portato alla “creazione” di Totem, Stregoni, Dèi e Divinità. Ma quello che ci fa intravedere la soluzione, chi ci indica la strada giusta, è in Dio che viene tramandato dalle Sacre Scritture, che ci fa progredire fino all’arrivo del Figlio Gesù Cristo, l’unico che ci rende liberi e responsabili, mentre tutte le Divinità, compreso Dio Padre sottomettevano.
Dio Padre delle Scritture non può essere un Dio Vero, ma una interpretazione appunto, come risultato delle ricerche che vi sono in tutte le scritture che l’uomo abbia scritto ed approdato, perché tutto è opera dell’uomo, ed appunto anche la metafora di un Dio che può tutto, che ci sottomette, ci guida e tutto determina, lo abbiamo determinato noi.
Se si vuole cambiare si può, basta poco, un pò di serietà, e la vita vi sembrerà più vissuta, più coinvolgente. La strada da percorrere e l’unica possibile è quella che ci ha indicato Geù Cristo: <<Amatevi gli uni gli atri>>. Ma che è suggerita, o meglio imposta dalla natura, che è l’unica cosa a cui dobbiamo sottometterci, come ci ha dimostrato Gesù Cristo.
Ognuno deve sentirsi sottomesso all’altro, e se lo sono io verso di Te, allora lo sei anche Tu verso di me e gli altri, nel modo che sempre Gesù Cristo ci ha elevati, rendendoci Figli. Se io sono diventato Dio, grazie al suo Sacrificio, sei diventato Dio anche Tu, indipendentemente da come ti fai riconoscere, ateo o agnostico, credente o non credente, dalla fede che hai o dalla religione a cui appartieni.
È una raccomandazione di Vostra nullità, l’analfabeta Oscar esile