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Aforismi e pensieri

1-  Il mio ultimo libro è: “TUTTO VIENE DALL’UOMO! COMPRESO DIO – ED IO NE SONO PARTE”, Edito da: La Riflessione- Davide Zedda Editore. Acquistatelo in librerie on line: www.ibs.it inserendo Oscar Esile.

2-  Il mio secondo libro è: “POSSO DISTRUGGERE IL TEMPIO DI DIO E RICOSTRUIRLO IN TRE GIORNI – Da solo! Se mi date una mano”. Edito da: Statale 11 Editrice. Acquistatelo in librerie on line: www.ibs.it inserendo Oscar Esile

3-  Il mio primo libro è stato: “IL PENSATORE STANCO – La rivincita”. Editrice il Filo S.r.l, Roma. Acquistatelo in librerie on line: www.ibs.it inserendo Oscar Esile

4-  “Il valore di un individuo è subordinato dall’ignoranza di chi lo giudica”. Oscar Esile.

5-  Quando Adamo arrivò sotto l’albero del frutto proibito, Eva aveva già mangiato le mele, tanto ingordamente che le sono rimaste sullo stomaco, ancora adesso ne porta i “seni”, ad Adamo rimasero i due torsoli che gli rimasero sulle “palle”. Ancora adesso l’uomo è costretto a rincorrere la donna per ritornargli i torsoli mentre cerca di succhiarle le mele. Oscar Esile.

6-  “Ogni affermazione si autocontraddice”. Se ogni affermazione si autocontraddice, anche la stessa affermazione che: “Ogni affermazione si autocontraddice”, si autocontraddice; pertanto è perfetta in quanto si annulla nello stesso momento che la si afferma. Oscar Esile.

7- Se non sai chi sei, perché non darti da fare per scoprirlo, è molto peggio se lo venissi a sapere dagli altri. Oscar esile.

8-  Dio ha dato una sola testa alla donna, mentre all’uomo due; peccato che una è una testa di c…., e non sempre è in grado di farne un uso appropriato. Oscar esile.

9-  Il compito della donna è quello di sedurre, ammaliare, ed istigare l’uomo, il compito dell’uomo è quello di avere dominio di sé, in modo di imporsi e non cadervi nei suoi tranelli, che sempre più saprà intessere con malizia e seduzione. Oscar Esile.

9-  Gesù Cristo ha avuto il compito di portare a compimento la “fine dei tempi”, con la Sua dipartita, che significa avere dato compimento alla creazione dell’uomo iniziata dal Padre. Dio aveva creato l’uomo senza il frutto della ragione, ed il frutto della vita eterna. Avendo noi fatto coincidere la “fine dei tempi” alla “fine del mondo” ci siamo fregati da soli. Oscar Esile.

10-  Se era stata chiesta la “fede” ai nostri avi che erano in attesa che si incarnasse il Messia nell’uomo Gesù Cristo, a chi dobbiamo “fede” noi che Gesù si è gia avverato ed ha portato a compimento ogni cosa, iniziata dal Padre Suo? Penso! Sì; perchè io penso! La stiamo facendo fuori dal Vater  da quasi due mila anni, ed ormai ci copre tutti impedendoci di capire, di guardare, di sentire, e di parlare. Oscar Esile.

12-  Genesi cap. 3, vers. 16. <<Verso tuo marito sarà il tuo istinto,/ ma egli ti dominerà>>. Che non significa, come lo abbiamo da sempre interpretato, sottomettere la donna, avere supremazia su di Lei. Ma significa che l’uomo deve dominarla, nel senso che la deve legare a sé per conquista, e non per sottomissione. Dominare la donna significa, che l’uomo deve essere in grado di dominare i propri istinti, e non cadere nelle sue lusinghe, se non vuole andare verso la propria distruzione. Oscar Esile.

13-  Più l’uomo si sottomette a Dio, e più cerca di avere supremazia sulla donna, nell’imporgli di coprirsi dal capo fino ai piedi, nel acquistarla, dominarla e ripudiarla. Allo stesso modo, dove l’uomo vuole sottomettere a sé Dio, fa della donna una meretrice, costringendola a spogliarsi ed esibirsi per soddisfare la propria libidine, fino a farla esibire nel rapporto che dovrebbe fare parte della propria sfera privata. A quando prendere coscienza nel prenderci responsabilità alla propria esistenza. Oscar Esile.

14-  Gesù Cristo ha avuto il compito di portare a compimento la “fine dei tempi” con la Sua dipartita, che significa avere completata la creazione dell’uomo iniziata dal Padre. Dio ha creato l’uomo senza il frutto della ragione, senza capacità del discernimento del bene e del male, al pari degli animali, ed il frutto dell’albero della vita, cioè la “vita eterna”. Facendo noi coincidere la “fine dei tempi” alla “fine del mondo” ci siamo fregati da soli. La “fine dei tempi” si è verificata due mila anni fa circa, mentre la “fine del mondo” è la nostra fine su questa terra . Oscar Esile.

15-  Dei frutti dei due alberi che Dio proibì ad Adamo, quello della “conoscenza”, ci è stato dato grazie alla donna Eva all’inizio della creazione, diversamente l’uomo sarebbe ancora come gli animali senza ragione. Mentre il frutto della “Vita Eterna” che significa avere completata la creazione; ci è stata data da Gesù Cristo con il Suo sacrificio. Pertanto l’uomo è solo da circa due mila anni che è venuto in possesso di tutte le sue facoltà. La capacità di discernere il bene dal male, ed in possesso della vita eterna, che è la vita che viviamo in questo vita terrena, per una presa di responsabilità alla propria esistenza. Oscar Esile.

Mi riferisco all’ultimo Infedele del 22- marzo 2010, “Amore per chi?; Invidia di che?”.

Quello che vorrei far rilevare e che vorrei fosse da voi recepito, è il livello immorale che stiamo accettando come normalità. Quando si afferma che: <<Ognuno sotto le coperte può fare ciò che vuole>>, oppure <<Ognuno a casa sua è padrone di fare quello che vuole>>, significa avere toccato il fondo. Non vi è nulla di più deleterio di una convinzione come questa uscita dalla ragione umana. Io credo che non sia più possibile una volta che si perde stima e fiducia in sé stessi capire dove ci troviamo, di sicuro non si può avere stima fiducia e rispetto negli altri, o degli altri.

Sempre più nella nostra evoluzione avremo possibilità di invitanti e provocanti occasioni a cui dovremmo sapervi rinunciare per trovarvi capacità di dominarci. Se non si ha stima di sé e negli altri, cosa ci spinge a dover guidare sulle strade al rispetto del codice stradale e preoccuparci di non creare incidenti. Se non si è in grado di dominare i propri istinti, che non sono solo quelli sessuali,  cosa ci vieta di provare droghe, di eccedere nel bere, nel mangiare, nell’approfittare degli altri, che ci si propongono in tutte le salse, o di prostituirci per avere di più anche se superfluo.

Quello che si deve capire è la nostra natura. Il compito della donna sarà sempre più quello di sedurci, ammaliarci, provocarci, mentre quella dell’uomo è di sviluppare sempre più capacità di dominarsi nel mantenere dominio di sé. Già i nostri avi in Genesi cap. 3, vers. 16 dichiaravano: Alla donna disse: <<Moltiplicherò/ i tuoi dolori e le tue gravidanze,/ con dolore partorirai figli./ Verso tuo marito sarà il tuo istinto,/ ma egli ti dominerà>>.

Quello che noi uomini traduciamo come dominio sulla donna, potere sulla donna, sottomettere la donna, va invece tradotto, che dobbiamo dominarci dalle lusinghe della donna, e saperla conquistare perché sia ancorata a noi attraverso i sentimenti, non con il potere. Il compito della donna sarà sempre più quello della provocazione, mentre dell’uomo è quello del dominio sulla natura e della sua metà che gli è stata tolta dalla costola. Se non vi fossero gli stimoli a nulla avremmo merito di resistervi. Questa è in sintesi la metafora che ci hanno trasmesso i nostri avi, che avevano molta più considerazione di noi della donna, e non la fanno creare dalla polvere come l’uomo, e marchiare dal peccato originale, in quanto quando Dio impone ad Adamo di non mangiarne i frutti degli alberi proibiti, Eva non era stata creata.

Responsabile pertanto delle donne, e delle loro colpe sono gli uomini, e tutto ricade su di noi. Se riduciamo la donna ad essere oggetto, gli imponiamo di vestirsi da capo a fondo, la sottomettiamo o la si fa spogliare per soddisfare le nostre libidini anche nell’imitare il rapporto sessuale, che dovrebbe fare parte della propria intimità, di tutto questo ne paghiamo noi. Più l’uomo si sottomette a Dio, e più sottomette a sé la donna, nel comprarla, nel venderla e nel ripudiarla, o nel mercerizzarla.

Dopo esserci concessi ad una vita senza impegno, di libertinaggio, idolatria, impudicizia, fazioni ed invidie non possiamo che trovarci da grandi, quando si avrebbe la possibilità di raccoglierne i frutti di una crescita se fossimo stati in grado di maturare, ad esserne schifati dalla vita stessa, che nel frattempo avendo solo cercato di sfruttare gli altri al proprio piacere, ci si trova sfruttati e svuotati essi stessi.

Non avendo saputo sfruttare le occasioni di cui avremmo potuto formare carattere e crescita, ci troviamo a non avere alcuna possibilità di cambiare ciò che nel frattempo il nostro modo di agire, e di vedere ci ha modellato e formato nell’intimo più profondo, tanto che non abbiamo più capacità di offrirci, quando abbiamo saputo solo prendere nel prostituirci, perché prima del corpo ci si prostituisce sempre il proprio cervello.

Tutto questo non è per volontà di Entità soprannaturali o divine, di un Dio, ma della nostra incapacità di farne buon uso della nostra ragione. Non vi è alcun Dio che ci imponga alcuna cosa, che non sia la sottomissione alla propria ragione, che viene dal non sapere fare buon uso del proprio cervello.

Riteniamo Dio un essere che ci supera immensamente, e pertanto non possiamo farcene visione dell’Immanente, e credendolo puro spirito non può comunicare con noi che siamo materia. Ed è ciò che hanno fatto i nostri avi nel trasmetterci le loro ricerche, cercando di darvi un volto a Dio, ma che noi abbiamo poi sviluppato nelle tre religioni che professiamo, con la convinzione che le scritture siano “Parola di Dio”, mentre sono espressione della ragione raggiunta dai nostri avi nell’evoluzione. Allo stesso modo sappiamo che la fede, è stata richiesta nella promessa che si incarnasse il Messia nell’uomo, dai Patriarchi e profeti ai nostri avi. Non è comprensibile che ci sia richiesta anche a noi la fede dalle nostre guide spirituali, in quanto il Messia si è già incarnato, almeno per i Cristiani in Gesù Cristo, e per i Mussulmani in Maometto, mentre gli Ebrei possono avere “fede”, in quanto credono si debba ancora incarnare. Con queste convinzioni come facciamo ad avere convinzione che sia Dio a parlarci, di certo non permetterebbe che noi vi dessimo tre diverse interpretazioni, per non parlare di tutte le altre. Ma di certo come tutte le professioni di fede, siamo fuori strada, e non di poco.

Se non siamo in grado di cambiare il nostro punto di vista non ci è possibile creare una nuova civiltà. Se non si è in grado di crescere nel dominarci, a poco serve lamentarci delle nostre guide politiche, culturali e spirituali, perché saremo sempre più manipolabili ed incapaci di farne scelte oculate, e non possiamo che esprimere quello che siamo. Il marcio che vediamo fuori dell’acqua in un Iceberg, ne è solo la punta, ma il grosso è tutto nascosto sotto acqua, e siamo tutti noi.

Vostra nullità l’analfabeta Oscar Esile

“POSSO DISTRUGGERE IL TEMPIO DI DIO E RICOSTRUIRLO IN TRE GIORNI”

- Da solo! Se mi date una mano -

L’uomo è l’unico essere pensante nell’universo, ed è l’unico in grado di darvi testimonianza della propria esistenza, delle proprie idee e delle proprie scelte.

Nessuno degli essere viventi possono dare testimonianza di sé, o di qualsiasi altra specie vi sia attorno a loro, ne sanno del perché si combattono tra di loro maschi, per garantirsi supremazia sulle femmine, o che sappiano che l’accoppiarsi ne determini la sopravvivenza della specie, tutto vi è determinato dall’istinto primordiale.

Anche l’uomo ha iniziato il suo sviluppo al pari di tutte le specie viventi, ma ha da sempre avuto in sé non solo l’istinto che ne guida ogni specie, ma anche lo sviluppo della “ragione”. Ed è questa “ragione” che lo porta alla creazione di totem, déi, divinità ed un Dio unico, per darsi “ragione” da dove viene, chi è, e dove sta andando.

Ma se non vuole soccombere dovrà sempre più affidarsi alla propria “ragione”, sbarazzandosi del proprio istinto, compreso le divinità, e il Dio Unico che si è creato nella sua evoluzione, e prendersi sempre più responsabilità della propria esistenza.

FORSE CAPIREMMO CHE SIAMO SEMPRE STATI SOTTOMESSI DALLA NOSTRA STESSA “RAGIONE” ED INCAPACI DI FARCI CARICO DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’. E NON VI E’ MAI STATA NESSUNA ENTITA’ SOPRANNATURALE O DIVINA, CHE CI GUIDA E CI DOMINA, ANCHE SE A NOI NON CI SIA POSSIBILE AVVICINARCI CON LA “RAGIONE”, ALLA ENTITA’ CHE CI HA CREATI”.

In quanto solo l’uomo è in grado di darvi testimonianza dell’esistenza dell’universo, o di entità soprannaturali o divine. Siamo noi che siamo arrivati alla concezione che un Dio ci ha creato. Non vi è nessun Dio soprannaturale o Divino che abbia possibilità di comunicare agli uomini, ne dare testimonianza di sé.

Tutte le divinità a cui l’uomo sia approdato sono frutto della propria ragione che ha sviluppato nell’evoluzione. Essendo tutte le divinità “Creature dell’uomo”, non può che essere “Creatura dell’uomo” anche il Dio Unico espresso nel libro del Talmud e la Torah per gli Ebrei, nella Bibbia per i Cristiani, nel Corano per l’Islam, compreso tutte le divinità che sottomettono a sé l’uomo.

Se ne volete sapere di più, se ne volete sapere! dovete affidarvi a questo mio libro, e con me dire: <<POSSO DISTRUGGERE IL TEMPIO DI DIO E RICOSTRUIRLO IN TRE GIORNI>>. “da solo!!! se mi date una mano – di Vostra nullità l’analfabeta Oscar Esile.

Il mio libro dal titolo: “Posso distruggere il Tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni” -da solo! Se mi date una mano- Lo potete trovare e ordinare su: www.statale11editrice.it – fate clic su –Collane- su AvantGarden e poi sul titolo.

Dalla lettera di San Paolo ai Galati. Cap. 4, vers. 1-29

Ecco, io faccio un altro esempio: per tutto il tempo che l’erede è fanciullo, non è per nulla differente da uno schiavo, pure essendo padrone di tutto; ma dipende da tutori e amministratori, fino al termine stabilito dal Padre. Così anche noi quando eravamo fanciulli, eravamo come schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozioni a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio.

Ma un tempo, per la vostra ignoranza di Dio, eravate sottomessi a divinità, che in realtà non lo sono; ora invece che avete conosciuto Dio, anzi da lui siete stati conosciuti, come potete rivolgervi di nuovo a quei deboli e miserabili elementi, ai quali di nuovo come un tempo volete servire? Voi infatti osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo.

Certamente non è possibile estrapolare un breve racconto, per costruirci attorno tutto il mio mondo, ma vi assicuro che quando una decina di anni fa, sono arrivato a questo breve capitolo, che naturalmente stavo interpretando con le nozioni già in me da tempo, mi si aprì una visione rimasta nascosta fino ad allora, anche se avevo da sempre seguito quanto mi veniva dichiarato e professato dall’ufficiosità delle istituzioni, a cui aderivo da sempre anche se a modo mio, ma non ero mai arrivato ad una così chiara visione.

La prima cosa che mi sono chiesto, è come abbiamo potuto arrivare dove siamo, leggendo quanto ha saputo dire Paolo due mila anni fa. Mi chiedo cosa studiano ancora oggi, cosa leggono quanti vi dedicano la vita allo studio, a cercare di svelarci i misteri, a guidarci con le loro convinzioni, che ci dicono ricavate dai Libri Sacri. Quanto ci testimonia Paolo, è la testimonianza del vero cambiamento che ha subito l’uomo, per effetto del Sacrificio di Gesù. Tutti gli uomini sono stati disarcionati da cavallo, sono stati convertiti, ed hanno cambiato natura in un solo istante, in uno squillo di tromba. Non solo i seguaci, ma anche quelli come Paolo che era un persecutore dei seguaci di Cristo.

Gesù Cristo con la Sua morte fa morire tutta l’umanità, e la risorge dopo tre giorni a nuova vita. Paolo è stato un breve periodo cieco a causa del cambiamento subito, Gesù stesso è stato tre giorni, prima di risuscitare, ma noi siamo ancora ciechi, anzi siamo in letargo da due mila anni. Speriamo che il mille e non più mille si riferisca al nostro risveglio, alla nostra rinascita, e resurrezione. Perché il nocciolo sta nel fatto, che Paolo ci chiarisce senza dubbi, che siamo stati riconosciuti da Dio, (anzi da lui siete stati conosciuti). E nulla più gli dobbiamo, perché tutto abbiamo avuto in eredità, e non per merito.

Significa che il tempo stabilito per essere riconosciuti dal Padre era giunto, e siamo passati da infanti, bambini, a uomini adulti, non più bisognosi di tutori ed amministratori. Nessuno può negare il cambiamento avvenuto nell’uomo in quel momento, e che siamo stati riconosciuti Figli, pertanto non possiamo nulla per avere riconoscimento da Dio, da Gesù Cristo, non serve a nulla genuflettersi, pregare, digiunare, accendere ceri, ne fare pellegrinaggi.

Quello che dobbiamo fare è solo applicare il Messaggio del Cristo, che ci chiede solo di badare ai nostri simili, solo così soddisfiamo le richieste di Dio e di Gesù. Poi se vogliamo pregare, digiunare, fare pellegrinaggi, è solo per guardarsi dentro, fare introspezione, cercare di crescere per preparare la nostra disponibilità verso gli altri, nostri simili. Dio non può più nulla per noi, se ha dato il Figlio in Sacrificio, ed è stato dato proprio perché dovevamo cambiare rotta, né noi dobbiamo nulla a nessuna divinità.

Prima di Cristo eravamo come bambini, non in possesso della ragione, e Dio Padre ci ha accompagnati, fino a formarci la coscienza attraverso la legge, ma poi ha inviato il Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, perché ci riscattasse dalla legge, perché non vi sia più legge né peccato, cambiando l’uomo da uomo di carne, a uomo di Spirito. Paolo parla chiaro, che più chiaro non si può, ma noi siamo ciechi, ancora con le fette di salame sugli occhi, e non sappiamo leggere, nonostante tutta la nostra cultura, nonostante tutte le nostre guide, pronte a giurare di avere capito tutto, pronte a dare la vita per gli altri, ma non vogliono crescere né farci crescere, preferiscono che restiamo bambini ancora bisognosi di tutori e di amministratori, dopo che tutti, nessuno escluso, abbiamo ricevuto vita allo stesso modo di Paolo dall’unico Dio che si è fatto uomo come noi, in Gesù Cristo.

Cos’altro posso dire, solo acquistate le lettere di Paolo, in una piccola edizione, senza commenti dei nostri studiati, e leggetele, prendetevi un po’ di tempo per il trascendente che è in voi, e non serve altro, perché se ci sono arrivato io, lo potete anche voi. Non fate che anch’io come Paolo dica: <<Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo>>.

È una proposta di vostra nullità l’analfabeta Oscar Esile.

PER VOLONTA DI DIO.

Tutte le religioni e professioni di fede, hanno i loro amministratori, con il compito di fare proseliti, così come i nostri presbiteri, seppure professino di aderire alla volontà divina, ed essere stati scelti da Dio stesso. Praticamente la loro vita è stata influenzata e quasi obbligata da Dio che li ha scelti, così ne vanno convinti.

Certamente nelle miriadi di professioni che conosciamo come movimenti, sette, associazioni, gruppi ed istituzioni, vi sono anche quelli che seppure si riferiscono a divinità, sono del tutto iniziative private. Ma indaghiamo tra le tre religioni monoteiste maggiori, che avrebbero una sola matrice, in un Dio Unico.

Salvo nell’Ebraismo, che sono incaricati di divulgare a tutto il mondo le volontà del loro Dio, si è, e si resta Ebreo solo per discendenza. Sono convinti di essere il popolo prescelto da Dio, ed essere stati liberati dalla schiavitù degli Egiziani, che li ha fatti peregrinare nel deserto per quaranta anni, per più generazioni. Anche se poi Dio non sia stato in grado di comunicare loro, dell’invio del Figlio al Sacrificio per tutta l’umanità, mentre loro lo stanno ancora aspettando. Oppure di fermare la mano di Hitler che ne ha sterminati sei milioni nei forni a gas, (molti più di quelli che erano schiavi degli Egiziani), seppure sia stato in grado nel passato di provocare il diluvio universale, facendo morire tutte le sue creature, salvandone solo otto, ed una coppia di ogni tipo di animali.

I Cristiani, ritengono Gesù Cristo sia Figlio di Dio, che nel portare il Messaggio di salvezza, ha chiamato tutti. Ma nello stesso tempo si ritengono scelti per la loro missione da Dio stesso. Se è Dio a scegliere loro, e sempre Dio che non sceglie gli altri, pertanto nel cercare di fare proseliti vanno contro le stesse volontà di Dio. Pertanto chi è stato scelto non ha meriti in quanto aderisce ad una chiamata, e chi non è stato scelto non ha demerito in quanto non è stato scelto. Se poi, come ci viene professato Dio chiama tutti, e siamo liberi di aderire o non aderire, perché dovrebbe salvare chi vi aderisce e si sottomette, e condannare chi non vi aderisce, che libertà è questa! Siamo sicuri che l’ha determinata Dio?

I Mussulmani, hanno invece il compito impartito da Hallah al profeta Maometto, di fare proseliti con ogni mezzo, e che non può esservi altro Dio che Hallah. Pertanto è ammesso sacrificarsi per portare anche la morte ai propri simili, per convincerli delle imposizioni di Hallah, che come tutte le divinità è portatore di amore, fratellanza e condivisione.

Non so se anche voi troviate che qualcosa non funzioni, in quanto aldilà delle buone intenzioni, non potrà mai esistere con queste premesse, nessuna coesistenza tra le varie professioni di fede e religioni. Credo proprio che siamo su di una strada sbagliata, e che sia il caso di mettersi in discussione e cercare di capire dove stiamo sbagliando. Perché è certo che stiamo sbagliando, e non possiamo ritenere sempre che siano gli altri a sbagliare, che pure gli altri scaricano su altri e su noi. E se incominciassimo ognuno a metterci in discussione ritenendo che tutti siamo in errore, forse ci verrebbe anche l’intuizione di trovarvi la via d’uscita.

Tutte le Divinità, seppure si siano manifestate in modo molto diverso, mantengono in loro comunque il retaggio di culture che le precedevano, ed in tutte vi è parte anche delle altre, ma quello che le accomuna nella sostanza è che tutte concordano nel sottomettere l’uomo, nell’imporre olocausti, offerte, digiuni, preghiere e pellegrinaggi. Come se tutte fossero uscite dalla stessa matrice, cioè l’uomo. E se fosse vero? Come potremmo cavarcela. Non credo che ci basti dichiararsi “agnostici”, “non credenti”, “atei”, o far parte di altre Istituzioni per non affrontare il problema.

Io sono e resto convinto, che tutto viene dall’uomo, il problema mio è come portarvi alla mia stessa convinzione, ed ammesso che lo possa con il vostro aiuto, si tratta poi ancora di trovare la strada da percorrere. Di tutte le Divinità però, vi è una sola che non sottomette, e che porta a conoscenza dell’uomo un Messaggio diverso, direi opposto a tutte le Divinità, e opposto anche a Dio Padre. Non viene ad imporre né a sottomettere, ma viene a liberarci da tutte le Divinità, compreso Dio Padre. Non pretende olocausti, offerte per Sé ne preghiere e pellegrinaggi, e questo è Gesù Cristo, come ci ha dimostrato e dichiarato di Sua voce: <<Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato Voi>>.

E se fosse l’unica strada, quella di prenderci le nostre responsabilità, che addossiamo ancora dopo due mila anni, a Dio, a Gesù Cristo, o a qualsiasi Entità Soprannaturale. Per dirla come viene professato dai nostri Presbiteri, si è incarnato dentro di noi con lo Spirito Santo, ma ancora lo stiamo aspettando. Ancora ci aspettiamo che ci risolva i nostri casini, dopo che si è Sacrificato perché prendessimo le responsabilità su di noi, nell’occuparci dei nostri simili. Gesù ci ha anche tolto il peccato, ma i nostri Presbiteri ce lo hanno rimesso, e seppure si sia Sacrificato riconoscendoci Figli, per loro rimaniamo sempre delle nullità, dei peccatori, ancora bisognosi di tutori ed amministratori che ci guidino per mano. In parole povere, Gesù Cristo ci ha liberato, ma noi ne siamo ancora schiavi della “Nostra Stessa Ragione”.

Pensate che si possa “creare” una religione, una Istituzione per professare la Fede, che sia basata sul Messaggio di Gesù Cristo, che dice: <<Ama il prossimo Tuo come Te stesso>>. Se fossimo in grado di applicare il Suo Messaggio, penso proprio di NO!. E tutte le professioni di fede, tutte le religioni, gruppi, associazioni, sette o istituzioni, sarebbero destinate a scomparire. Forse è per questo che non professano il vero Messaggio di Gesù Cristo, o forse non sono in grado di vedere, di ascoltare e non sanno parlare. Allora dobbiamo aiutarli, ad aprire gli occhi, le orecchie ed indicare come parlare, perchè la responsabilità coinvolge tutti, anche se la responsabilità maggiore resta a loro, alle nostre guide, e tutti gli amministratori di tutte le religioni.

Per non parlare dei nostri maestri e cultori, professori e studiosi delle Scritture, teologi, esegeti e biblici, filosofi di ogni risma, psicologi e studiosi di costumi e civiltà, archeologi, per poi finire in astrologhi, divulgatori di oroscopi e maghi, e molti altri… tutto fa brodo.

Se volete “darvi una mano a cambiare, per migliorare” è il momento buono, ascoltando Vostra nullità l’analfabeta.

MONDO CANE

Dalla fonte: MINISTERO DELLA SALUTE – Articolo raccolto il 28/05/2007 – si apprende che: secondo la stime nel 2002 nel nostro paese ci sono 44 milioni di animali domestici, Gatti, Cani, pesci di acquario e canarini. (fonte ricavata da internet).

Gatti: 7.400.000- Cani: 6.900.000- Pesci: 15.800.000- Uccelli: 12.100.000- Roditori: 500.000- Altri animali: 1.400.000 – Stima spesa annuale nel 2002, valori in milioni di euro. Fonte dati: EURISPES: Per la alimentazione 981 milioni: Per prestazioni veterinarie 1.601 milioni: Per medicinali e prodotti igienici 465 milioni: Per accessori (gabbie, cucce, acquari) 362 milioni: Per servizi ( tolettatura, pensioni, addestramento …) 103 milioni: Per acquisto 258 milioni. Per un totale annuo di € 3.800 milioni, pari a 7.500.000.000 di vecchie Lire, e scusate se è poco, e non è contemplato quello per cavalli a scopo di equitazione, che penso vadano oltre questa cifra da soli.

Mi diventa sempre più incomprensibile questo dispendio di energie e finanze, e questa difesa ad ogni costo a favore degli animali, che molti fanno per atteggiarsi a persone civilizzate. Ma di certo deve procurare inaspettato orgoglio, a chi tiene un cane, meglio se un bastardo, perché sia di disturbo ai vicini, sapendo di dare fastidio in quanto molti non hanno altro per prevalere che imponendosi con l’aiuto di un cane. Pur sapendo che altri pure amando le bestie, non tutti sopportano il latrare ed l’abbaiare dei cani, che spesso anche di notte, organizzano veri concerti. O il canto degli uccelli, abitando in una città, quando in estate di notte con finestre aperte, per l’afa si riprende sonno verso l’alba, cioè l’ora che gli uccelli messi nelle gabbie, ed appesi fuori nei balconi, richiamano il nuovo giorno, iniziando il loro concerto, per tenerci svegli.

Qui non si tratta di essere a favore degli animali, perché non è vero che chi ha un animale, poi sia cosi disponibile verso altri animali, o verso gli umani. Piuttosto si sa che nel loro ambiente naturale, gli animali circoscrivono un loro territorio, e non sono molto cortesi con chi lo invade. Così che anche noi umani, con il circoscrivere con alte recinzioni le proprie case, od all’interno delle mura domestiche di un condominio, cerchiamo di crearci allo stesso modo la propria privaci, il proprio territorio, ci attestiamo allo stesso livello degli animali, che è l’unico modo che troviamo nel farsi valere sugli altri. Rafforzando il legame che ci lega agli animali, non consideriamo che dovremmo fare uso della “ragione”, e che il nostro rapporto con i propri simili dovrebbe seguire tutto altro percorso, in quanto la nostra natura richiede condivisione con i propri simili, che non è la stessa natura degli animali.

Il nostro compito è quello di allontanarci sempre più, dall’istinto primordiale ed animale, e fare sempre più uso della propria ragione, il che non significa odiare gli animali, ma avere un rapporto più civile. E poi, siamo sicuri che tenere gli animali in gabbia, o pretendere che si adattino al nostro ambiente ed alle nostre esigenze sia amore alle bestie, e non sia da imporre solo a chi ha disponibilità di un sito adatto, la possibilità di tenere un animale. Fare vivere i cani in appartamenti in città, o degli uccelli in gabbia, ci fa veramente più civilizzati, più umani, o più vicini alla bestie. Siamo poi così sicuri, che ricevendo amore ed affetto e fedeltà dalle bestie, con più disponibilità non possiamo ricevere lo stesso dagli umani. Oppure è lo specchio del nostro fallimento come persone che preferiamo la compagnia di un cane, invece di quella di un sorriso di un nostro simile.

Vi consiglio di andare a leggervi la: “Dichiarazione universale dei diritti degli animali”. E paragonatelo con i diritti verso gli umani. Solo se si ha come priorità la dignità dell’uomo, si potrà portare la giusta dignità anche agli animali, ed alla natura. Certamente chi ci segue dall’estero, non può certo aspettarsi l’accoglienza che poi riceve nel nostro paese, sapendo che siamo così disponibili con gli animali. Poveri clandestini, che delusione! E che smacco per noi, se fossimo in grado di usare la ragione e capire.

Quale calore “bestiale”, dato che viene dagli animali, possa emanare e fare gioire la vita di un umano, un cane o un gatto a cui dedica tanto calore ed energie, che non possa trovarvi dalla compagnia di un altro umano. O nell’aiutare il proprio vicino, o in attività sociali, quando arrivati alla pensione, molti non trovano altro che passare da un Bar ad un’Osteria, per vedere nel fondo di un bicchiere il vuoto che ha fatto piena la loro vita. Senza contare di quanto la vita sembri più vissuta, se si fosse capaci di aiutare gli altri nel farsi aiutare. Penso proprio che ne è il sigillo del nostro fallimento, della nostra civiltà della contrapposizione a portarci a preferire la compagnia di una bestia, che quella di una persona umana?

È un dubbio, che Vostra nullità l’analfabeta vorrebbe condividere con voi.

Il minimo per ottenere il massimo sta in questa affermazione, che racchiude il concetto: <<Oni affermazione si auto-contraddice>>. Se ogni affermazione si auto-contraddice, la stessa affermazione: <<Oni affermazione si auto-contraddice>>; <<si auto-contraddice>>. È un concetto che si annulla nel momento stesso che lo si afferma. Pertanto è la “Verità fatta concetto”.

Questo concetto, dovrebbe essere acquisito da ognuno come proprio, come se fosse parte della propria ragione, parte della propria coscienza. Metterebbe tutti nella condizione di fare uso del proprio cervello, in quanto ogni cosa che si recepisce, non avrà nessun valore, finché non diventa propria convinzione. E nello stesso tempo, pur con la convinzione dei propri concetti, non si avrà paura di farne partecipi gli altri, in quanto si avrà sempre presente che quanto si asserisce, verrà accettato solo se viene assimilato e fatto proprio dagli altri.

Non vi sarà più nulla che possa essere assunto per scontato, una filosofia, un precetto, un comandamento, un dogma, o qualsiasi concetto che ne siamo venuti a conoscenza verbalmente o appreso dai libri. Perché ora sappiamo che tutto ci viene dalla ragione dell’uomo, che ha sviluppato dall’esperienza accumulata nell’evoluzione. Pertanto tutto è frutto della “Ragione Umana”. In questo caso tutti devono prestare attenzione, e costretti ad usare il proprio cervello per ponderare ciò che possono assumere per se stessi come fondamento delle proprie convinzioni. Nello stesso tempo ognuno avrà sempre presente, che ciò di cui va professando non sarà mai preso per scontato, ma sarà a sua volta messo in discussine, per essere accettato dagli altri.

Tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità, e nessuno potrà scaricarle su altri, o su Entità Soprannaturali, o Divine. Tutto diventa di responsabilità dell’uomo, (non perché lo dica io, Vostra nullità l’analfabeta), ma perché in questa massima, vi è la “Verità fatta concetto”. Ma nello stesso momento che lo si afferma, questo concetto non conta più nulla, finché non sia acquisito da ognuno come propria convinzione, pur sapendo che tutto quanto si va affermando si “auto-contraddice”.

Ognuno pertanto non avrà altra scelta che fare ricerche per alimentare il proprio agire, e ne diverrà esempio per gli altri, non più per quello che va affermando, ma per quello che sarà in grado di operare. Nessuno sarà più responsabile di una qualsiasi affermazione, e tutti saremmo portati alla ricerca e alla ponderazione, in questo caso diverremmo tutti responsabili delle proprie azioni, in quanto ognuno non potrà che agire per proprie convinzioni. Nessuno avrà più alcun alibi, che possa giustificare il proprio comportamento, e ciò di cui sarà protagonista del proprio agire. Ognuno avrà soddisfazione o ne pagherà le conseguenze del proprio agire, sapendo che ognuno è in grado di giudicarne l’operato verso se stesso e la comunità. (È la quadratura del cerchio, è la soluzione del moto perpetuo).

Tutti diverremmo responsabili delle proprie scelte, che daranno il giusto appagamento alla propria esistenza. Non resterà altra scelta, che accostarsi ai nostri simili, nel farci carico delle loro problematiche, vivendo ognuno delle esperienze degli altri si potrà portare frutto alla propria esistenza. Che ci porterà sempre più ad amalgamarci con la legge della natura, che per l’uomo diventa costante con la propria evoluzione. Questa evoluzione dettata dalla natura, porterà l’uomo a lasciare sempre più l’istinto animale e primordiale, e portarsi sempre più vicino al proprio trascendente, al proprio intimo Spirituale, dettato sempre più dalla coscienza, se saremo in grado di usare il proprio cervello.

Questa convinzione ci porterebbe alla consapevolezza: <<Che siamo sempre stati sottomessi dalla nostra stessa “ragione” ed incapaci di farci carico delle nostre responsabilità. E non vi è mai stata nessuna entità soprannaturale o divina, che ci ha guidato, dominato, o sottomessi. Anche se a noi non ci sarà mai possibile avvicinarci con la “ragione”, all’Entità che ci ha Creati, se non in termini del tutto umani, come ci hanno tramandato i nostri avi, e che noi dovremmo cercare sempre più di capire per migliorare la convivialità>>.

Capiremo che ogni religione o professione di fede, di qualsiasi tipo è frutto della “ricerca” dei nostri avi, e noi come tale la dobbiamo percepire, in quanto nello stesso tempo tutto diventa di nostra responsabilità, ed avremmo applicato il concetto che tutto è frutto della “ragione dell’uomo”. Riusciremmo in questo modo a lasciare la “logica della contrapposizione”, dettata dalla supremazia delle divinità, e saremmo obbligati, per la crescita ad adottare la “logica della condivisione”. Non avranno più alcun senso le parole, ma avrà sempre più importanza l’agire.

Purtroppo bisogna capovolgere la logica che attuiamo nel dare importanza alle parole, e giustificare ogni nostro comportamento anche quando va contro natura. Chi si macchierà di nefandezze, non potrà mai più essere considerato individuo, uomo, ma se il suo agire è vicino agli animali, così dovremmo trattarlo. Mentre nella civiltà che stiamo costruendo da tempo, nel modo del tutto opposto ad ogni logica di natura, diamo sempre più importanza agli animali, cercando in loro la nostra essenza, che ci porta ad allontanarci sempre più dall’uomo, e considerarlo oggetto e non soggetto.

Mentre molti sono quanti della loro esistenza ne fanno adesione completa del Messaggio di Gesù Cristo, vivendo e dando la propria vita per gli altri, attuandone il Messaggio: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato Voi”. Purtroppo poi vanno convinti nel professare di dovere la vita alle Divinità, a Dio, a Cristo, nel sottomettersi a delle formalità che abbiamo creato noi, mentre di fatto sono pari a Cristo per avervi aderito al Suo Messaggio nel modo più alto. Proprio questo atteggiamento anziché avvicinare quanto di buone c’è in ogni istituzione e manifestazione di fede, ci si allontana sempre più. In questa nostra realtà purtroppo non riusciremo a modificare nulla se prima non ci adeguiamo nell’applicare che:
<<ogni affermazione si auto-contraddice>>.

Tutto questo sarà vostra conquista, se aderirete a Vostra nullità l’analfabeta Oscar Esile.

Di sicuro prima l’uovo, ma l’uovo non può saperlo finché non diventa pollo. Prima lo spermatozoo o l’uomo? Di sicuro prima lo spermatozoo, ma lo spermatozoo non può affermarlo finche non diventa uomo con capacità alla ragione. Fin quì niente di nuovo, in quanto tutto prende forma da primordiali microrganismi che formano il: “regno minerale, regno vegetale e regno animale”. (Questa è la prima Trinità).

Prima Dio o il pensiero? Di sicuro prima Dio, ma non possiamo dare testimonianza di Dio, se non abbiamo coscienza della nostra esistenza. Nulla può dare testimonianza di un Dio se non l’uomo, e solo a se stesso. Ma l’uomo non può dare testimonianza di sé a Dio, né Dio può dare testimonianza di Sé all’uomo. Pertanto dobbiamo prima arriviamo alla consapevolezza della nostra esistenza, per poi chiederci: “chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo”. (Questa è la seconda Trinità). Ed è in questa “Trinità” che l’uomo crea Dio. Pertanto Dio è creatura della “ragione” dell’uomo, che nella sua evoluzione passa attraverso totem, stregoni, dèi e divinità, fino ad arrivare ad un Unico Dio.

Vorrei trovare chi mi sa sbrogliare da questa matassa. Cerco di esprimermi come posso, ma confido nelle Vostre capacità. Se l’uomo si è da sempre creato Totem, Stregoni, Dèi e Divinità, che definiamo pagane, e sono frutto della Sua ragione ed evoluzione, perchè poi quando approda in un Dio Unico, che conosciamo attraverso la Torah, la Bibbia, ed il Corano, lo consideriamo Entità Soprannaturale, in grado di comunicare Lui con l’uomo, nel sottometterlo e dominarlo.

Nel senso che, se Dio Padre lo si ritiene in grado di comunicare con Profeti e Patriarchi per poi trasmetterci le Sue volontà, non lo si consideri anche in grado di comunicare con ogni singola sua creatura! Che Dio sarebbe se deve dire a qualcuno quello che dovrei fare io, che non possa dirmi direttamente, con il potere che riteniamo abbia. In che cosa si differenzia Dio Padre della Torah, della Bibbia, e del Corano, dalle Divinità che riteniamo Pagane, che riteniamo create dall’uomo. Anche con le Divinità Pagane vi era chi si riteneva eletto al trasmettere le Loro volontà, e nello stesso modo sottomettevano i Suoi proseliti.

La ragione, che porta alla riflessione, che forma il pensiero, non può essere arrivato all’uomo, se non fosse parte dell’uomo. Possiamo considerare che nell’uomo vi sia questa “particolarità” che non vi è negli animali, e che questa “particolarità” ci sia stata data da una Entità Creatrice, allo stesso modo dell’istinto che guida il comportamento degli animali, e dell’impronta primordiale che avvolge tutto l’universo e che ne guida l’evoluzione. Sia l’universo che gli animali non hanno bisogno che il Dio Creatore si interessi a loro. Anche noi umani abbiamo iniziato allo stesso modo, ma in noi vi è la ragione che con l’evoluzione, ci stacca man mano dall’impronta primordiale, dall’istinto animale per portarci sempre più verso la maturità.

Ed è in questa nostra evoluzione dopo avere raggiunto la formazione del pensiero, che approdiamo alla creazione di un Dio Padre che ci ha creato. Se fossimo in grado di interpretare le Sacre scritture, dovremmo notare, che essendo scritte sotto metafora, non sono altro che il tentativo dei nostri avi, di dare interpretazione della propria evoluzione, e di darvi risposta alla propria esistenza. Pertanto tutto esiste prima che l’uomo abbia coscienza e conoscenza di ciò che lo circonda, è l’uomo pertanto che va alla scoperta delle cose, e non le cose che si rivelano all’uomo. È l’uomo pertanto che va alla ricerca di Dio, e non Dio che si manifesta all’uomo. Dio non ha bisogno dell’uomo, ma l’uomo ha bisogno di Dio.

Pertanto sono i nostri avi a scrivere le Sacre Scritture, allo stesso modo che hanno creato totem, Stregoni, Dèi e Divinità. Nella metafora che usano per esprimersi, fanno creare da Dio Padre l’uomo allo stesso modo degli animali, dalla polvere del suolo, senza capacità di discernere il bene dal male, come del resto fanno ancora gli animali, ma di certo nell’uomo vi era già impresso un’evoluzione che lo porta man mano a lasciare il suo stato di materia, e di avvicinarsi sempre più allo Spirito, suo creatore.

È la donna creata già da materia Sacra, dalla costola dell’uomo, che da all’uomo la possibilità di riscattarsi, e venire in possesso della capacità di discernere il bene dal male. Dopo un lungo periodo evolutivo, Dio Padre con l’aiuto di Profeti e Patriarchi ci accompagna alla formazione di una coscienza, imponendoci la Legge, il Decalogo, e tutte quelle formalità e di sottomissione fino all’arrivo del Figlio Gesù Cristo, che completa la creazione, elevandoci allo stesso Suo livello, Figli di Dio Padre, riscattandoci a vita eterna.

Gesù Cristo pertanto ribalta la logica che i nostri avi, vi avevano attribuito ad un Dio Padre in grado di sottometterci, Gesù è Lui a sottomettersi all’uomo, per guidarlo, e dando dignità all’uomo, tanto di mondarlo dal peccato, che avevamo avuto in eredità dal Dio Padre, e ci immette lo Spirito Santo in tutti, non per merito ma per bontà del Padre, che dopo avere accompagnato l’uomo alla formazione della coscienza, ora si fa da parte, perché l’uomo si prenda le proprie responsabilità, e sappia cavarsela da solo. Gesù ci riscatta da tutte le divinità che l’uomo si è creato, compreso Dio Padre, ci impone un solo comandamento: “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato Voi”, non dice Gesù: <<Amate me ed il Padre Mio, come noi abbiamo amato Voi>>.

Purtroppo l’incapacità dell’uso del proprio cervello alla ragione, ci impedisce di capire il vero Messaggio che indicherebbe una svolta, proprio con il compito di annunciarci che è tempo di lasciare da parte le vecchie tradizioni e convinzioni, e farci carico del Messaggio di Gesù, che si è Sacrificato per tutta l’umanità.

È Gesù, l’ultimo Profeta di tutte le Divinità, a cui l’uomo sia approdato nella sua evoluzione, ed è Gesù che ci toglie tutte le Divinità, Dèi, stregoni, od Entità soprannaturali e ci rende Figli di Un Dio Padre frutto dalla ragione dell’uomo. Tutto ciò di cui l’uomo è a conoscenza non può venire che dalla sua ragione, che porta alla riflessione, che forma il pensiero e la coscienza con il potere di guidarci. Ma ammesso questo, non dobbiamo altro a questa Entità, né questa Entità è in grado di chiederci alcun che, che non sia determinato dall’uomo stesso. Considerarci sottomessi a delle Divinità, ad un Dio, o ancor peggio a Gesù Cristo è come ritenersi allo stesso livello degli animali, che rispondono all’impronta primordiale e all’istinto animale e non sono in grado di usare la ragione.

La coscienza non è solo quella che riteniamo, ci debba portare verso le divinità, ma la coscienza è tutto ciò che è il bagaglio di ogni individuo, e che determina i suoi atti. Un tempo questa coscienza la si riteneva soggiogata dalle imposizioni di divinità, con la venuta di Gesù Cristo, portando a compimento ogni cosa iniziata dal Dio Padre, passa di fatto il testimone all’uomo, che con l’inserimento dello Spirito Divino deve rendersi sempre più responsabile delle proprie scelte, formando la propria coscienza nell’insegnamento dell’unica strada indicata da Gesù Cristo, nel Suo unico Comandamento: <<Tutto ciò che fate al più piccolo ed indifeso dei vostri simili, è come se lo faceste a Me ed al Padre Mio>>.

O siamo legati, dominati e sottomessi ad Entità, qualsiasi Esse siano, o ne siamo liberi del tutto; e se siamo liberi, allora siamo noi responsabili di tutto ciò ci succede attorno. Ma il ritenersi liberi da ogni Divinità, non ci rende immuni delle responsabilità verso i nostri simili, in quanto solo attraverso la necessità di occuparci dei nostri simili, siamo in grado di una crescita e della formazione di una coscienza, per una migliore conviviàlita.

Questo è un suggerimenti di Vostra nullità l’analfabeta Oscar esile.

ESSERE PADRE

 

Il 18 gennaio 1992 Eluana Englaro, 19 anni di Lecco ha un grave incidente stradale: da allora vive in stato vegetativo persistente. Purtroppo però, nessuno degli articoli, o servizi nei salotti TV che sollevano questo problema, ci portano alle cause che hanno portato una bellissima ragazza di 19 anni in quello stato, come se questo non ci riguardasse, come se tutto fosse segnato dal destino, e ci basti questa convinzione per scaricarci delle nostre responsabilità.

Questo accanimento, (e questo io credo sia proprio accanimento), a favore della vita, quando, viene preso a pretesto che: “una sperimentazione condotta da Adrian Owen, responsabile dell’Unità neurologica dell’Università di Cambridge, con una particolare applicazione della risonanza magnetica, la sua equipe ha accertato che alla richiesta di compiere mentalmente delle azioni elementari, le aree del cervello che si attivano sono le stesse sia in un paziente in stato vegetativo che in uno sano”, e considerarlo sufficiente per dare dignità ad una vita, io credo che siamo lontani della realtà, anche perché molto probabilmente se fossimo più portati ad assumerci le responsabilità che ci competono, avremmo potuto evitare ad Eluana, come a molti altri una vita in stato vegetativo. Forse è perché molti buttano inutilmente la propria vita, che facciamo diventare “necessaria” una vita che non lo è più, e non potrà mai più essere.

Mi da l’impressione, che proprio questa nostra tendenza a mettere la testa sotto la sabbia, sia il nostro alibi, che poi nei salotti in TV, o da una poltrona di un salotto ben riscaldato, con un bicchiere di porto, o brendy in mano, scioliniamo sentenze non considerando a dovere lo stato d’animo anche di un Padre, e del dramma di doversi assume la responsabilità di tale gesto. Io non credo che il problema sia quello di Eluana, ma molto probabilmente di un Padre, che magari si sente responsabile, e non è stato aiutato dalla società a proteggere la crescita della figlia, che l’ha portata in un attimo allo stato di coma vegetativo, e questo gli diventa sempre più un peso insopportabile, che comunque non eliminerebbe anche senza Eluana.

Quanti sono i giovani e non più giovani nello stato di Eluana, solo perchè non riusciamo a rispettare e fare rispettare delle semplici normative del codice, che noi stessi, e non delle Entità Soprannaturali o Divine hanno stabilito. Se non siamo in grado di avere rispetto della vita, nostra e degli altri, nell’attenersi a comportamenti così semplici, come quello di rallentare nei centri abitati e rispettare la segnaletica stradale, e non abbiamo di fatto delle istituzioni, che se pure esistono, non sono in grado di agire nel dovuto modo, non abbiamo scampo.

Anche perché la reazione nostra, va sempre più verso il permissivismo in tutti i sensi, per poi essere pronti a scandalizzarci, quando succede che quattro o cinque ragazzi in un solo colpo assieme perdono la vita, ma se quattro o cinque o trenta la perdono ogni settimana a qualche chilometro di distanza gli uni dagli altri, allora rientra nel conto di ciò che è dovuto alla volontà di Dio, al progresso, alla civiltà, al caso, al destino che crediamo sia già segnato, e lo facciamo rientrare nelle nostre logiche, in quanto dell’uso del nostro cervello diventa sempre più un opzional, sempre più in disuso; in quanto a guidare sempre più pericolosamente siamo noi.

Come facciamo ad accettare senza accanirsi, quasi 8000 morti all’anno, circa 20.000 invalidi, in cui la vita è cambiata e per molti l’invalidità rimane grave e permanente, senza contare l’impiego di mezzi ed uomini e lo sforzo economico per garantirvi assistenza e cure, oltre al dramma umano, e non sentirne la puzza che emaniamo, ed i rimorsi per non destinare più risorse alla prevenzione, quando per fare un esame, una radiografia ci vogliono mesi. Quanti sono i morti che procuriamo dovuti a ritardi di diagnosi, o nell’avere destinato risorse economiche ed umane dove non vi è più nulla da fare anziché alla prevenzione.

Non è anche questo per nostra volontà, non è anche questo per nostra decisione. Il nostro agire non è responsabile solo quando interveniamo, ma soprattutto siamo protagonisti e responsabili anche quando siamo passivi e non interveniamo a dovere su cose che sono di nostra competenza, ed il non agire, non decidere, è anch’esso agire e decidere. Soprattutto non ci irresponsabilizza il fatto di demandare tutto ad un Dio, che ci guida dall’alto, quando ciò che riteniamo sia il compito di Dio, lo abbiamo deciso e definito sempre noi. Tanto è vero che di Dio Unico, a cui scarichiamo le nostre responsabilità, ne abbiamo più di due mila ancora oggi.

Pertanto dobbiamo arrivare alla convinzione, che tutto ciò che ci circonda è opera dell’uomo, ed è sempre l’uomo a dover decidere dove operare e fare scelte, e siccome è impossibile all’uomo soddisfare ogni cosa, è sempre l’uomo che deve prendere decisioni dove agire. Mettere la testa sotto la sabbia, nel demandare tutti i nostri problemi ad Entità Soprannaturali o Divine, non ci toglie dalle nostre responsabilità, ma è come darci la patente di dementi. Possiamo benissimo per nostra volontà fregarcene e fare finta di niente, ma niente e nessuno ha il potere di imporci nulla, se non la nostra incapacità dell’uso del nostro cervello. Se non siamo in grado di fare fronte ai nostri problemi non possiamo poi fingere di rammaricarcene di quanto ci succede a pochi passi, e piangere lacrime di coccodrillo, perché i primi responsabili siamo sempre noi.

Se questo accanimento che dimostriamo della vita, che vita non può più essere, venisse indirizzato verso le nostre maestranze addette all’applicazione delle normative, che noi stessi abbiamo stabilito, per regolamentare la convivenza, e fossimo più esigenti nel richiedere applicazione penali, a quanti non si rendono in grado di adempiere al loro dovere, anziché dimostrare ostentazione all’applicazione dei codici e normative, forse ne verremmo in grado di risolvere molti dei problemi che ci assillano.

Suggerimento di Vostra nullità l’analfabeta Oscar Esile.

Dalla morte alla vita.

Dal Vangelo di San Matteo: capitolo 27, versetto 45-54. “La Morte di Gesù”

“ Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: <<Elì, Elì, lemà sabactàni?>> che significa: <<DIO mio, DIO mio, perché mi hai abbandonato?>>. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: <<Costui chiama Elia >>. E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: << Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo !>> E Gesù, emesso un alto grido, spirò”.

“Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitavano. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella Città Santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da gran timore e dicevano: <<Davvero costui era Figlio di DIO !>>.

In questo breve Vangelo, sta racchiuso il punto cruciale e più importante di tutta la Sacra Scrittura, che purtroppo non è capito nel suo pieno significato. È il momento in cui l’umanità passa dalla morte alla vita, dalla vita terrena alla vita eterna. Non è una telecronaca che racconta un fatto, ma è un fatto reale, raccontato in metafora che riguarda la nostra spiritualità. Era la morte dovuta al peccato, che Gesù ci toglie e ci risorge a nuova vita.

Mentre noi facciamo coincidere la morte che viene descritta nelle Scritture, con la nostra morte fisica, o la fine del mondo inteso la distruzione dell’universo, o comunque della nostra galassia. Le Sacre Scritture si riferiscono invece alla nostra morte interiore, che viene rivendicata due mila anni fa, quel venerdì alle tre del pomeriggio quando: <<Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitavano>>. E tutto si compì il giorno di Pasqua con la Resurrezione di Gesù cristo.

Tutte le scritture, che danno l’inizio a tutte le forme di professione di fede, e le religioni, fanno tutte riferimento alla vita oltre la morte, che noi intendiamo morte fisica, mentre la si dovrebbe riferire alla morte del peccato di cui ne era intriso l’uomo, essendo stato tratto dalla materia. Pertanto doveva nella sua evoluzione passare da “uomo materia”, a “uomo spirito”, ma il tutto è narrato in metafora.

Pertanto facendo riferimenti a fatti realmente accaduti, sono descritti per metafore per parlarci dell’intimo dell’umano, dell’anima. Nessuna divinità o Dio unico, non ha mai spostato un filo d’erba, e pertanto non ha mai potuto nulla sull’uomo, ma il tutto si riferisce alla nostra spiritualità, tendente a formare in noi una coscienza, che poi ci fa agire nelle nostre esternazioni. Essendo la nostra vita alimentata e guidata dalla coscienza. Noi siamo abituati a ritenere coscienza solo chi si comporta in un modo rispettoso, ma la coscienza è tutto ciò che muove qualsiasi individuo.

È in questa rinascita che abbiamo acquisito lo Spirito Santo, che lavora dentro di noi perché si possa maturare alle azioni che coinvolgono il nostro agire. Purtroppo siamo figli di una cultura, che da almeno dieci mila anni, si fonda sulla contrapposizione degli uni contro gli altri. Tutte le Divinità che l’uomo abbia “creato” nella sua evoluzione, sono state “create” per contrapporsi ed avere supremazia sulle altre.

È inutile a questo punto che sia io a dirvi come poi nella storia ci abbia condizionato questa cultura. Ma se vogliamo cambiare, almeno quanti hanno come obbiettivo il migliorare, una prospettiva ad una vita migliore e più vissuta, credo che si debba passare da questa cultura della contrapposizione, alla cultura della condivisione.

Non è semplice come dirlo, ma se cercassimo di vedere le cose, come ci sono state tramandate dai nostri avi, e facciamo coincidere il vero ed unico cambiamento dell’uomo a due mila anni fa, in cui Gesù Cristo ha portato a termine ogni cosa, che coincide col il realizzarsi della fine del mondo, in cui l’uomo vecchio, uomo di materia in possesso del peccato, viene mondato ed elevato a Figlio, ed entra nella vita eterna, allora avremmo più possibilità di capire le scritture, e soprattutto noi stessi.

Per potere ereditare, è necessario, come ci dice San Paolo, che sia morto il Testatore, per questo Dio Padre si fa da parte, ed eleva tutti a Figli, allo stesso modo che lo è Gesù, che si è fatto uno di noi, perché noi fossimo come Lui, uomini di Spirito. Essendoci stato tolto il peccato ed entrati nella vita eterna, non abbiamo più bisogno che Dio ci guidi e conduca per mano. Ora tocca a noi trovare la strada, che se vogliamo seguire la più breve e sicura, dobbiamo seguire quanto indicato da Gesù, “Amatevi gli uni gli altri”.

Gesù Cristo, non fa altro che portarci alla consapevolezza, che siamo parte della natura, che siamo parte gli uni degli altri, e che non potremmo mai risolvere i nostri “casini”, se ci “creiamo” e ci affidiamo ad entità soprannaturali, o a Dio in alto nei cieli, quando Dio padre, Gesù Cristo e lo Spirito Santo è ormai da due mila anni, dentro ad ognuno di noi.

Tutto l’universo risponde alla legge universale, gli animali all’istinto animale, ma l’uomo risponde al soprannaturale, per poter evolvere, crescere e maturare. L’universo non ha il creatore che ne guida l’evoluzione, il mondo minerale, vegetale, ed animale, non ha il creatore che ne determini ogni cosa, ma vive dell’istinto di natura, praticamente sono schiavi della loro stessa natura.

Perché l’uomo, che è il solo in possesso di ragione ha bisogno di un Dio, che lo sottomette e ne determina ogni azione, come ne andiamo convinti e ci viene professato, e non fosse questa la condizione di quando l’uomo era ancora ancorato all’istinto animale, in questo aveva bisogno di Tutore. Io credo che l’uomo ha in sé, molto più dell’universo, del regno minerale, vegetale e animale, ma in quanto libero ha più facilità di sbagliare, per questo dobbiamo più attenzione ed abbiamo più responsabilità.

Per avere idea di quanto siamo fuori, ci sono molti che annunciano la fine del mondo nel 2012, e altri nel 2036, (potete verificarlo in internet cliccando “fine del mondo”), e questo da la misura di quanto siamo fuori di testa, seppure vi siano i nostri cultori che affermano e si ritengono esperti nel decifrare le Scritture dei nostri avi, mentre la fine del mondo come descritta dalle Sacre Scritture, e divulgata da tutte le professioni di fede, si è realizzata due mila anni fa, ma seppure sia scritto ognuno sorvola, la dove non si impegna con la propria testa ad usare il cervello.

Il peccato di cui è stato marchiato l’uomo non è il peccato come lo intendiamo, perché è stato marchiato in Adamo, primo uomo di materia appena creato e non ancora con la capacità al discernimento del bene e del male, non ancora in possesso della ragione, pertanto senza colpa, e ci è stato tolto dal primo Uomo di Spirito Gesù Cristo, senza che ne avessimo merito.

Allora possiamo darvi un’interpretazione diversa del Messaggio, che solo Gesù Cristo ha operato in tutti gli uomini, e non solo per quelli che si riconoscono seguaci, o sotto una sola bandiera. Allora c’è speranza ad un cambiamento, ad un miglioramento e divenirne responsabili della nostra esistenza. Se fossimo in grado di acquisire che Gesù ha portato a termine ogni cosa, e che tutto è compiuto, nello stesso momento della morte e resurrezione di Gesù, allora ci si aprirebbe alla comprensione tutte le scritture come effettivamente un Libro aperto.

Non è mai esistito una entità soprannaturale, né un Dio che abbia condizionato o sottomesso l’uomo al Suo volere, se non l’uomo che si sottomette alla propria ragione, per sfuggire alle proprie responsabilità. Perché è molto più facile e comodo demandare i nostri problemi ad un Dio, a Dèi o entità soprannaturali, che impegnarsi per crescere. Certamente siamo liberi di fare ciò che vogliamo, nessun Dio ci può fermare, se non l’uomo che deve darsi delle regole per non estinguersi.

Ma allora non piangiamoci addosso, abbiamo almeno il coraggio di considerarci codardi, incoerenti, non responsabili, non imprechiamo verso un Dio che abbiamo creato noi, in quanto del Dio Vero, nessuno può averne sentore e farsene idea. Il tentativo dell’uomo di capire il Dio Vero, è quello che attraverso l’evoluzione lo ha portato alla “creazione” di Totem, Stregoni, Dèi e Divinità. Ma quello che ci fa intravedere la soluzione, chi ci indica la strada giusta, è in Dio che viene tramandato dalle Sacre Scritture, che ci fa progredire fino all’arrivo del Figlio Gesù Cristo, l’unico che ci rende liberi e responsabili, mentre tutte le Divinità, compreso Dio Padre sottomettevano.

Dio Padre delle Scritture non può essere un Dio Vero, ma una interpretazione appunto, come risultato delle ricerche che vi sono in tutte le scritture che l’uomo abbia scritto ed approdato, perché tutto è opera dell’uomo, ed appunto anche la metafora di un Dio che può tutto, che ci sottomette, ci guida e tutto determina, lo abbiamo determinato noi.

Se si vuole cambiare si può, basta poco, un pò di serietà, e la vita vi sembrerà più vissuta, più coinvolgente. La strada da percorrere e l’unica possibile è quella che ci ha indicato Geù Cristo: <<Amatevi gli uni gli atri>>. Ma che è suggerita, o meglio imposta dalla natura, che è l’unica cosa a cui dobbiamo sottometterci, come ci ha dimostrato Gesù Cristo.

Ognuno deve sentirsi sottomesso all’altro, e se lo sono io verso di Te, allora lo sei anche Tu verso di me e gli altri, nel modo che sempre Gesù Cristo ci ha elevati, rendendoci Figli. Se io sono diventato Dio, grazie al suo Sacrificio, sei diventato Dio anche Tu, indipendentemente da come ti fai riconoscere, ateo o agnostico, credente o non credente, dalla fede che hai o dalla religione a cui appartieni.

È una raccomandazione di Vostra nullità, l’analfabeta Oscar esile

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