Dalla fonte: MINISTERO DELLA SALUTE – Articolo raccolto il 28/05/2007 – si apprende che: secondo la stime nel 2002 nel nostro paese ci sono 44 milioni di animali domestici, Gatti, Cani, pesci di acquario e canarini. (fonte ricavata da internet).
Gatti: 7.400.000- Cani: 6.900.000- Pesci: 15.800.000- Uccelli: 12.100.000- Roditori: 500.000- Altri animali: 1.400.000 – Stima spesa annuale nel 2002, valori in milioni di euro. Fonte dati: EURISPES: Per la alimentazione 981 milioni: Per prestazioni veterinarie 1.601 milioni: Per medicinali e prodotti igienici 465 milioni: Per accessori (gabbie, cucce, acquari) 362 milioni: Per servizi ( tolettatura, pensioni, addestramento …) 103 milioni: Per acquisto 258 milioni. Per un totale annuo di € 3.800 milioni, pari a 7.500.000.000 di vecchie Lire, e scusate se è poco, e non è contemplato quello per cavalli a scopo di equitazione, che penso vadano oltre questa cifra da soli.
Mi diventa sempre più incomprensibile questo dispendio di energie e finanze, e questa difesa ad ogni costo a favore degli animali, che molti fanno per atteggiarsi a persone civilizzate. Ma di certo deve procurare inaspettato orgoglio, a chi tiene un cane, meglio se un bastardo, perché sia di disturbo ai vicini, sapendo di dare fastidio in quanto molti non hanno altro per prevalere che imponendosi con l’aiuto di un cane. Pur sapendo che altri pure amando le bestie, non tutti sopportano il latrare ed l’abbaiare dei cani, che spesso anche di notte, organizzano veri concerti. O il canto degli uccelli, abitando in una città, quando in estate di notte con finestre aperte, per l’afa si riprende sonno verso l’alba, cioè l’ora che gli uccelli messi nelle gabbie, ed appesi fuori nei balconi, richiamano il nuovo giorno, iniziando il loro concerto, per tenerci svegli.
Qui non si tratta di essere a favore degli animali, perché non è vero che chi ha un animale, poi sia cosi disponibile verso altri animali, o verso gli umani. Piuttosto si sa che nel loro ambiente naturale, gli animali circoscrivono un loro territorio, e non sono molto cortesi con chi lo invade. Così che anche noi umani, con il circoscrivere con alte recinzioni le proprie case, od all’interno delle mura domestiche di un condominio, cerchiamo di crearci allo stesso modo la propria privaci, il proprio territorio, ci attestiamo allo stesso livello degli animali, che è l’unico modo che troviamo nel farsi valere sugli altri. Rafforzando il legame che ci lega agli animali, non consideriamo che dovremmo fare uso della “ragione”, e che il nostro rapporto con i propri simili dovrebbe seguire tutto altro percorso, in quanto la nostra natura richiede condivisione con i propri simili, che non è la stessa natura degli animali.
Il nostro compito è quello di allontanarci sempre più, dall’istinto primordiale ed animale, e fare sempre più uso della propria ragione, il che non significa odiare gli animali, ma avere un rapporto più civile. E poi, siamo sicuri che tenere gli animali in gabbia, o pretendere che si adattino al nostro ambiente ed alle nostre esigenze sia amore alle bestie, e non sia da imporre solo a chi ha disponibilità di un sito adatto, la possibilità di tenere un animale. Fare vivere i cani in appartamenti in città, o degli uccelli in gabbia, ci fa veramente più civilizzati, più umani, o più vicini alla bestie. Siamo poi così sicuri, che ricevendo amore ed affetto e fedeltà dalle bestie, con più disponibilità non possiamo ricevere lo stesso dagli umani. Oppure è lo specchio del nostro fallimento come persone che preferiamo la compagnia di un cane, invece di quella di un sorriso di un nostro simile.
Vi consiglio di andare a leggervi la: “Dichiarazione universale dei diritti degli animali”. E paragonatelo con i diritti verso gli umani. Solo se si ha come priorità la dignità dell’uomo, si potrà portare la giusta dignità anche agli animali, ed alla natura. Certamente chi ci segue dall’estero, non può certo aspettarsi l’accoglienza che poi riceve nel nostro paese, sapendo che siamo così disponibili con gli animali. Poveri clandestini, che delusione! E che smacco per noi, se fossimo in grado di usare la ragione e capire.
Quale calore “bestiale”, dato che viene dagli animali, possa emanare e fare gioire la vita di un umano, un cane o un gatto a cui dedica tanto calore ed energie, che non possa trovarvi dalla compagnia di un altro umano. O nell’aiutare il proprio vicino, o in attività sociali, quando arrivati alla pensione, molti non trovano altro che passare da un Bar ad un’Osteria, per vedere nel fondo di un bicchiere il vuoto che ha fatto piena la loro vita. Senza contare di quanto la vita sembri più vissuta, se si fosse capaci di aiutare gli altri nel farsi aiutare. Penso proprio che ne è il sigillo del nostro fallimento, della nostra civiltà della contrapposizione a portarci a preferire la compagnia di una bestia, che quella di una persona umana?
È un dubbio, che Vostra nullità l’analfabeta vorrebbe condividere con voi.